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Poesie cromatiche

Il contesto urbano con le sue luci, la sua morfologia, le sue forme e i suoi colori sono la piena manifestazione di un pensiero collettivo, di un miscuglio di strati sociali, di abitudini e caratteristiche peculiari costruite e formatesi nel tempo. Basta osservare il proprio quartiere o la propria zona per rendersi conto di quanta particolarità è racchiusa nelle forme che li compongono a partire dall’impianto urbanistico. Apparentemente quelle lingue di asfalto, cemento, blocchi modulari e forme varie non dicono niente, sono solo elementi accostati in modo funzionale; in realtà esse hanno storie da raccontare, celando la carta d’identità propria di un luogo, dei suoi abitanti, dei vari strati sociali e la cultura che vi alberga. La mia ricerca parte proprio dall’osservazione dei vari scorci di città, periferie o campagne, per cercare di creare un dialogo tra gli elementi del paesaggio attraverso le impressioni e la sensibilità personali. La superficie diventa dunque una pagina bianca dove fissare questi dialoghi fatti di linee colorate, macchie e ampie campiture. Per restituire un’impressione quanto più intima e personale del luogo, la stesura del colore deve avvenire in maniera quanto più naturale possibile e diretta, senza ripensamenti. Come un arpeggio di note musicali, le linee e i colori (arbitrari) giocano a rincorrersi, compenetrarsi e a fondersi continuamente, restituendo una nuova visione del paesaggio che diventa cangiante, pulsante, fresco e onirico.

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Urban context with his lights, his morphology, his shapes and colors are the full manifestation of a collective thought, of a mixture of social layers, of habits and peculiar characteristics built and formed over time. You can observe your neighborhood to realize how much particularity is contained in the shapes that compose them starting from the urban layout. Apparently those tongues of asphalt, concrete, modular blocks and various shapes say nothing, they are just elements combined in a kind of functional way; in reality they have stories to tell, hiding the identity card of a place, his people, the various social layers and the culture that dwells there. My research starts from the observation of the various city’s point of view, suburbs or countryside, to try to create a dialogue between the elements of the landscape through personal impressions and sensitivity. The surface therefore becomes a blank page on which to fix these dialogues made of colored lines, spots and large backgrounds. To return an impression as intimate and personal as possible of the place, the application of color must take place in the most natural and direct way possible, without second thoughts. like a wave of musical notes, the lines and colors (arbitrary) chase each other, interpenetrate and merge continuously, giving a new vision of the landscape that becomes iridescent, pulsating, fresh and dreamlike.